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11 APRILE 2014 Celebrazione nel Duomo di Vercelli per la collocazione delle reliquie ex ossibus della Beata Enrichetta Alfieri 

NAPOLI - REGINA COELI


Lo sviluppo dell’Istituto Sant’Anna è fortemente legato alla storia del Torrione ( vedi anche sito: www.sullacrestadellonda.it)  tuttora presente nella proprietà della congregazione ed eletto a simbolo della scuola stessa.
Nel XVI secolo Vallecrosia apparteneva alla Repubblica di Genova, che nonostante la sua formale neutralità, era esposta pericolosamente alle scorribande della flotta turca (I Saraceni) alleata con quella francese di Francesco I contro il potentissimo impero spagnolo di Carlo V. Anche se tali atti di pirateria erano rivolte alla città sabauda di Nizza nulla toglie che anche la zona costiera limitrofa ne fosse soggetta.
Vista anche l’impossibile realizzazione di una grossa flotta di difesa genovese, fu così che nel 1550 si ebbe, nell’ambito di un complesso sistema strategico di difesa terrestre, la graduale realizzazione lungo la costa di un fortilizio a carattere eminentemente difensivo: il “Torrione”.
Era a sua volta fasciata da una cinta muraria quadrangolare che poteva fungere anche da primo schermo difensivo.
Costituiva una valida difesa contro le invasioni barbariche o piratesche e poteva ospitare oltre un centinaio di persone.
Queste scorribande incominciarono a regredire in seguito alla vittoria, anche se discutibile perché incompiuta, di una coalizione cristiana nella battaglia navale di Lepanto del 1571 contro la flotta mussulmana.
Agli inizi del 1700, anche per la presenza della peste gli insediamenti nell’area della piana sono molto scarsi.
Si ha testimonianza nel “Commissariato (di Sanità) della Bordighera” della presenza di casette di legno che ospitano le milizie presenti (4 uomini scelti e milizie di notte e 2 di giorno).
Le prime rappresentazioni dell’area intorno al Torrione si devono al più capace cartografo settecentesco: Matteo Vinzoni.
In una carta dei suoi “Atlanti” (1758) esso parla della piana della “Spiaggia”, dove è costruito il “Torrione”: questa zona era coltivata ad orti e giardini, ma probabilmente anche ad aranci e limoni, erano inoltre presenti 4 strutture residenziali elementari.
         L’avvento di Napoleone e l’apertura nel 1812 della “strada corriera” portarono dei benefici: il movimento di merci e di viaggiatori ebbe come
conseguenza lo spostamento della popolazione dal borgo di Vallecrosia Alta alla zona dei Piani.
Infatti nel 1827 Giacomo Navone nella sua “Passeggiata per la Liguria occidentale fatta nell’anno 1827”- lettera XIV parla di Vallecrosia come di un villaggio di 500 persone e della zona intorno al Torrione come di una zona coperta di vigne e d'oliveti.
Sicuramente in seguito allo smantellamento del vasto sistema di difesa costiera, il Torrione, eletto toponimo qualificante per quest’area dei piani di Vallecrosia, subisce diverse mutazioni e la zona circostante la torre è assegnata a distinte proprietà private.
       Con un atto del 9-XI-1865 si procedette alla “Riduzione in instrumento del deliberamento del Torrione e quattro corpi di guardia, dalle Finanze del Regno d’Italia, a favore delli Signori Guilon Pietro e Francesco Lavagnigno” (per la somma di lire trecentodiciassette e centesimi ottanta).
La proprietà fu in seguito suddivisa in altre proprietà:

A) PROPRIETA’ TORRIONE

Tale proprietà contiene grande casa ed annesso terreno; confina a sud Torrione, a
nord strada provinciale, a ponente avanti Casa Lavagna, a levante canale.
Fu posseduta:
prima del 1875 e sino all’ 11 dicembre 1888 da Bartolomeo Aprosio, Adele Biancheri, Sismondini Filomena e Maria.
dal 18 dicembre 1888 sino al 21 settembre 1889 da Corrieri Filippo
dal 21 settembre 1889 sino al 25 settembre 1905 dal Canonico Filippo Borea
dal 21 settembre 1905 sino al 1940 Dalla Sig.na Odile Fourtoul
La Sig.na Odile Fourtoul era in realtà un suora dell’Istituto, ma per paura che anche in Italia entrassero in vigore le leggi di persecuzione contro le congregazioni religiose la proprietà fu intestata a una persona e non alla congregazione di Saint Martin.

B) PROPRIETA’ TORRIONE e BASTIONE

Tale proprietà contiene casa con vasca e pozzo; confina a sud Ferrovia, a nord strada provinciale, a ovest Sig.na Fourtoul, ad est strada privata.
Fu posseduta:
prima del 1875 e sino al 12 giugno 1895 da Aprosio Teresa
dal 12 giugno 1895 al 16 giugno 1906 da Sappia Bianca
dal 16 giugno 1906 al 1940 dal Canonico Germain
Nel 1940 lo Stato Italiano confiscò il bene poiché era di proprietà francese e nel periodo della guerra lo Stato Francese era in guerra con l’Italia fascista.
Nel 1948 dopo lunghi iter burocratici la congregazione, ormai formata da suore italiane, riesce ad annullare le confische e ad annettere alla casa anche questa proprietà


C) PROPRIETA’ TORRIONE O BASTIONE

Tale proprietà contiene la Metà del Bastione (detto Torrione) e il terreno attiguo spettando l’altra metà agli eredi o aventi causa di Francesco Lavagnino; confina al tutto a nord terreno Canonico Germain, a sud Ferrovia, a ovest Aprosio Nicola – rigagnolo.
Fu posseduta:
sino al novembre 1865 al Regio Demanio
dal 9 novembre 1865 sino al 30 aprile 1892 a Giuseppina Sauvigo, vedova Guillon
dal 30 aprile 1892 al 16 giugno 1906 a Sappia Bianca
dal 16 giugno 1906 sino al 1940 dal CanonicoGermain
Nel 1940 lo Stato Italiano confiscò il bene poiché era di proprietà francese e nel periodo della guerra lo Stato Francese era in guerra con l’Italia fascista.
Nel 1948 dopo lunghi iter burocratici la congregazione, ormai formata da suore italiane, riesce ad annullare le confische e ad annettere alla casa anche questa proprietà

Come si può notare negli atti ufficiali con il nome “Torrione” venne col tempo identificata una più vasta area al cui centro ideale esisteva la fortezza e che si caricò di qualche insediamento; il forte vero e proprio era anche detto “Bastione” per distinguerlo dall’area geografica che aveva nominato con la variante di “Torrione”.
Il forte, anche se da parecchio tempo inutilizzato, sopravvisse almeno formalmente nell’ufficialità sin oltre la metà del XIX secolo.

E’ agli inizi del 1900 che incomincia la vera e propria storia dell’Istituto Sant’Anna.
Infatti, il 26 luglio (festa di Sant’Anna) 1903 prese corpo ufficialmente, di fronte al già esistente organismo salesiano Don Bosco, il “Pensionnat Saint-Anne, près Vintimiglia”, come lo definì Hubert Amielh, storico della Madre “S.Vincenzo De Paoli” Ortensia Gelinski, fondatrice delle Suore di San Martino, per l’istruzione e l’educazione cristiana dei fanciulli.

A seguito delle leggi di persecuzione contro le congregazioni religiose in Francia, le religiose delle Suore di San Martino di Digne nelle Basse Alpi francesi, approdano a Vallecrosia alla ricerca di una casa che possa accogliere le religiose nel caso di espulsione. Esse trovano in Vallecrosia una casa adatta, nell’ area del Torrione.

Il 3 novembre 1903 il predicatore Père Coulange rivolse alle prime tre suore destinate a Vallecrosia ( Sorelle Sainte-Helene – direttrice, Marie-Marguerite e Saint-Bruno) una toccante saluto: tra l’altro ricordò loro l’obbligo di rispettare e conservare a “Sant’Anna” le tradizioni e i costumi di “Saint Martin”.
Arrivarono a Vallecrosia il giorno 4 dello stesso mese e le difficoltà incontrate furono subito enormi: i locali acquisiti per ospitare i bambini di Mentone e di Nizza furono restaurati alla meglio e quei tuguri, con la buona volontà, si aggiustarono per essere giudicati un decente luogo di educazione e di assistenza, oltre che di culto.
Accompagnati da Suor Sainte Marie i primi sette bambini arrivarono il 28 febbraio 1904.
Il 26 luglio dello stesso anno, celebrando la patrona del nuovo pensionato, il Vescovo intemelio Daffra benedisse la “cappella provvisoria” ed ancora il primo agosto 1904 il francescano di Bordighera Padre Bonaventura fece collocare dentro la Cappella il ”Cammino della Croce”.
Con le acquisizioni del 1905 – 1906 la casa Sant’Anna poté diventare una copia completa della casa provenzale di Saint Martin. La nuova Cappella venne benedetta nel maggio 1907 e nello stesso anno il Santo Padre a Roma, grazie all’aiuto dei Salesiani, venne a conoscenza della realtà dell’Istituto Sant’Anna e ne apprezzò l’opera.

La “scuola” nel 1908 dovette essere potenziata dato l’afflusso crescente dei bimbi.
Poi nel 1909 la “casa” si trovò in gravi difficoltà economiche da cui, secondo la testimonianza di Madre Sainte Agnès, l’avrebbe salvata il miracoloso ritrovamento, da parte dell’allora superiora Sorella Saint Melene, di una consistente somma di denaro “dans la secretaire” dove si tenevano i pochi averi della comunità.
Che si trattasse di un vero miracolo o del lascito di un benefattore ignoto o che si volle segreto poco importa: l’istituzione riuscì a superare un momento davvero terribile.
Nel corso degli anni la casa è stata ancora sviluppata: grandi sono stati i lavori di costruzione degli anni 1933 con l’edificazione della chiesa e della zona lato nord, ma soprattutto gli anni 1948 – 1950 in cui l’Istituto assume la conformazione attuale.

Ulteriori migliorie e acquisizione sono avvenute nel corso degli anni.
Nel 1940, allo scoppio della seconda guerra mondiale, le religiose francesi e i bambini lasciano Vallecrosia: la scuola diventa italiana, è gestita dalle suore italiane rimaste sul posto.
Esse continuano coraggiosamente, in mezzo a mille difficoltà burocratiche e amministrative, l’opera alla quale hanno dedicato la loro vita.
Nel 1947 viene aperta la scuola di avviamento commerciale poi sostituita nel 1963 dalla Scuola Media tuttora attiva.
Nel 1948, su richiesta dei genitori che hanno i figli più grandi già inseriti nella Scuola Elementare funzionante nell’Istituto Sant’Anna dal 1940, ha inizio l’attività della  Le responsabili della Comunità Religiosa chiedono ed ottengono, fin dal suo nascere, dall’autorità scolastica competente (Provveditore agli Studi di Imperia) l’autorizzazione al funzionamento.
All’inizio, il numero dei bimbi frequentanti è esiguo: i piccoli sono affidati ad un’educatrice diplomata, laica, la quale è presto sostituita da una religiosa che, sempre coadiuvata da personale laico, ne assume la responsabilità educativo e didattica.
Negli anni successivi, il numero dei bimbi aumenta gradualmente, perciò si provvede, nell’ambito dell’Istituto, a preparare e ad arredare adeguati locali riservati alla Scuola Materna. (Daniele Imperiale)

L’Istituto Sant’Anna ha ottenuto la PARIFICA per la Scuola Elementare nel 1961.

Nel 1993 la Congregazione delle Suore di San Martino, entra a far parte di una famiglia religiosa più numerosa: le Suore della Carità di Santa Giovanna Antida Thouret, ne accetta le costituzioni e ne continua il carisma.


S.Giovanna Antida
           

L’Istituto Sant’Anna ha ottenuto la PARITA’ scolastica nel dicembre 2000 e nel 2003 ottiene, unica scuola della provincia, la sperimentazione della riforma Moratti.

 

L'ISTITUTO NEL CORSO DEL TEMPO

INSEGNANTI E STUDENTI

LE SUORE

Dar acqua agli alberi assetati! Dai più che basti, e non dimenticarti i cespugli delle siepi, perfino quelli che non dan frutto, quelli esausti e avari. E non perdere di vista in mezzo ai fiori, le male erbe, che hanno sete anche loro. Non bagnare solo il prato fresco, o solo quello arido: anche la terra nuda rinfresca.

(Bertold Brecht)

 

 

LA NOSTRA STORIA SUORE DELLA CARITÀ DI S. GIOVANNA ANTIDA THOURET

PROVINCIA ITALIA NORD

LE ORIGINI

1826 

1830

SR. CECIL GUINARD

1840

1846

1854

Suore di CARITÀ - operaie

DAL 1865 AL 1902

  DAL 1903 AL 1939

 DAL 1940 AL 2002